(questo post non ha titolo)

Un’emorragìa di giorni obliqui.
Corrispondenze in limine del tracollo.
Attendo una fine che completi il paradigma.
I miei passi sbagliano direzione, mi pesano.
Resisto. Mi sprono. Voglio riservarmi di cadere più in là.
Davanti agli occhi si coagula l’essenza del nulla.
Un vuoto di senso atrofizzante.
Vacuità bianca. E non sapere come mescolarla alla vita.
Un accenno di temporale si è calmato.
Il cantiere procede inesorabile nella sua opera distruttiva.

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