(questo post non ha titolo)

Sembro aver fissato in un refrain la situazione per quel che è.
Senza provare alcun impulso a trovarla diversa, almeno un po’ diversa.
Ogni nuovo istante viene ripudiato per preferirgli la sua copia retrodatata.
In perfetto stile corazziniano.
Si sfalda l’idea di futuro. Come un’unghia.
E’ un miracolo che tutti questi muscoli, cellule, ossa, nervi, l’intero Io.
Riescano a restare insieme ogni giorno.

Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.

[ S. Corazzini ]

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