(questo post non ha titolo)

C. compie quarantanni. E vuole festeggiare. Giustamente.
La radioterapia è andata bene. La cura ormonale è pesante ma ben tollerata dal corpo che ha reagito alla grande.
Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul recupero fisico di C. Io, invece, non scommettevo sul suo recupero psicologico. E avevo ragione. Ma questa è un’altra storia.
Insomma… C. vuole festeggiare ed offrire a tutti una cena in un ristorante prestigioso del Monferrato. Vuole avere accanto tutte le persone che le sono più care e trascorrere con loro una serata indimenticabile.
C. ha bypassato con nonchalance che i quindici invitati alla cena si caverebbero gli occhi a mani nude l’un l’altro.
Io in cima alla lista.
Sembra che non abbia preso minimamente in considerazione che i partecipanti siano persone che covano malamente rancori da tempo, che si sono schiaffeggiate verbalmente più volte, che l’hanno tradita, che la tradiscono ancora.
Lei va d’accordo con tutti. Tutti non vanno d’accordo con nessuno. Io -ribadiamolo già che ci siamo- in cima alla lista.
C. abbozza su tutto: silenzi semestrali, prese in giro, verità nascoste, parole gravi; perfino su chi l’ha dimenticata in una camera d’ospedale. Ci sarebbe un’altra parentesi sulle dimenticanze immani di C. ma anche questa è un’altra storia.
Lei abbozza su tutto, dicevo. Io su nulla.
Ed è per questo motivo che sabato dovrò sedarmi chimicamente per arrivare a cena, accennare un saluto ai convenuti e concentrarmi sui piatti che avrò di fronte nelle seguenti tre ore.
Sperando che la maggior parte dei commensali abbia la decenza di recitare una manfrina credibile ma sobria.
Diversamente l’impulso di spaccare una bottiglia di barolo -vuota, sia chiaro- in testa a qualcuno sarebbe ingestibile.
Io li calpesto gli impulsi, sì, ma qui siamo al limite del grottesco. Pennac ci andrebbe a nozze.
Questa "festa" non ha senso se non per lei. Ed io vado per lei. Per vederle celebrare la vita ed esorcizzare la morte nella totale applicazione a se stessa. Vado per lei. Nonostante le sue innumerevoli mancanze, il suo egoismo smisurato, il suo straordinario talento per appoggiarsi alle persone quando ne ha bisogno scomparendo, poi, nei momenti delicati delle vite altrui. Ho deciso che vado.
Ma non ho nessuna voglia di vedere nessuna di quelle facce. Tantomeno di fingere sorrisi verosimili e impelagarmi in frivole chiacchiere da parrucchiera blaterate per ingannare la tensione.
Questa volta sono messa a dura prova.
Merda.

24 commenti

  1. ca

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