(questo post non ha titolo)

La pagina bianca della strada affonda nella foschia del mattino.
Niente indugia nel mio campo visivo. Niente si stampa sul retro delle palpebre.
Cultrice del preterito, impastato al midollo.
Questo vuoto di presente è sublime nella sua assolutezza.
Come un insetto di resina impregnato.
Il mio sguardo sillaba una supplica mentre tento di scendere a patti con l’inquietudine.
Chi rimpiazza parole opportune con carezze sconvenienti?
Cullo, costante, la speranza di un felice baratto.

9 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento