(questo post non ha titolo)

Cammino veloce sul porfido. Fa freddo e piove.
I rumori della mattina in fermento non mi sono familiari da un po’. Un po’ troppo.
Non c’è niente di meglio che arrivare in ufficio e non preoccuparsi di niente. Totalmente deresponsabilizzata. Inconcepibile.
Gli occhi semichiusi. Cammino veloce. La pashmina color ciclamino ben stretta al collo. La mia voce mi serve.
E’ l’unica cosa che mi serve, veramente.
Mi vedo come da fuori. Stagliata e definita. Quando mi sorprendo nelle vetrine dei negozi mi scopro debolmente sorridente.
Forse non sono stata fatta per acque pure e vaste, mi dico.
Forse il mio desiderio di un’altra fonte, quell’ansia che conferisce al mio viso l’aria di chi va a caccia per sfamarsi -ecco- forse quest’ansia è un’idea e null’altro.
Cammino veloce sul porfido. Nessuno sa che in questo momento sono talmente infelice da aver bisogno di cercare la vita.
Stravolgendola. Anche così.

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