(questo post non ha titolo)

La chiave di tutto è spingersi oltre il dolore.
Una volta assorbito, si neutralizza e permette una trasformazione.
Uno svago raffinato che distragga, momentaneamente ma profondamente.
L’orizzonte della consapevolezza è un confine oltre il quale non ci si può spingere.
O almeno, oltre cui io non so fuggire spingermi.
La mia solitudine pone la domanda. La mia intransigenza risponde a chiare note.

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