(questo post non ha titolo)

Obliqua e scalena -come dice Giorgio-.
Non riesco a smettere di tremare.
In prossimità dell’ufficio serro le mascelle e affretto i passi.
L’ignobile prepotenza di questa mancanza affonda le sue radici.
E attecchisce, inesorabile.
Troppo a lungo mi sono concessa di eludere il disorientamento.
Statua di sale eretta al vento.
Vorrei un ko elegante e definitivo.
Senza preludio.

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