(questo post non ha titolo)

Natale e Capodanno cassati.
Ho bevuto.
Chè parlare e ridere sembrava impossibile.
La mia bocca inselvatichita, sigillata.
Dalla finestra una lamina di ghiaccio a tagliare la notte.
Le strade, la pelle, le voci.
Ai margini della percezione.
Chiudo gli occhi e arrivo, stanca, in un punto. Molto in fondo.
Dove c’è il mio inizio.
Dove non posso più essere.
Sulla spiaggia del banale mi areno.
Cosa vuoi che mi importi di sentirmi al tempo stesso
vittima e carnefice.

11 commenti

  1. Anonimo
  2. Anonimo

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