(questo post non ha titolo)

Una libertà vuota di senso, dai contorni indefiniti.
La sento, la caduta.
Invece di conquistarmi con la fuga mi vedo incolta.
Buttata in un cubicolo senza dimensioni dove la luce e l’ombra sono fantasmi tranquilli.
Ciò che desidero non ha ancora nome.
Sono un giocattolo a cui si dà la carica.
E che, una volta esaurita, non troverà una sua vita propria.
Eppure i rari istanti -che a volte raggiungo- di sufficienza, di vita cieca e sorrisi…
Non provano forse che?
Un giorno.
Dopo averne vissuti molti uguali.
Mi vedrò diversa.

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