(questo post non ha titolo)

[ è venerdì diciassette. l’umore si adatta. docilmente ]

Il niente mi si è rovevesciato addosso. Rivoltato contro.
Scorre lungo i binari di queste ore dense come colla.
Disteso sulle curvature di una ciclica attesa.
Fissa di sottecchi questo cumolo di. Di?
Che meraviglia le scale da scendere di corsa.
Che meraviglia vergognarsi fino ad arrossire.
Dieci miliardi di cellule nervose.
Trecento grammi di cuore.
In una immota deriva.

3 commenti

  1. Anonimo

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