(questo post non ha titolo)

Senza qualcosa, senza molto, moltissimo. Si può sopravvivere.
Fino a quando non si ripresenta, reinventato, ai tuoi occhi.
Accidentalmente. Dannato tutto qualcosa.
L’ennesimo inizio è il momento più spaventoso.
Quello in cui tutto può accadere. O abortire.
E tu cerchi un dettaglio, un indizio propiziatorio.
La poesia. Questa poesia.
Questa epifania. Come un richiamo da modulare, piano.
Gli inizi raccontano già tutto.
A saperli e volerli guardare, davvero.

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