(questo post non ha titolo)

Una pagina azzurra.
Una traccia, un segno.
In un alfabeto che nessuno conosce fino in fondo.
I piedi piantati nel fango e le braccia a tracciare graffi nel cielo.
La stratificazione di giorni neutri ed impersonali.
Questo movimento circolare, perfetto, senza inizio ne’ fine.
Identico al ciclo annuale dello zodiaco. Al succedersi delle stagioni.
Questo andare, senza essere indirizzata.
Perchè un indirizzo non c’è.
Sull’asfalto.
Turbinano i coriandoli del carnevale ambrosiano
al passaggio destabilizzante delle auto.
Frenetici mulinelli colorati, leggeri.
Il cielo è color albicocca e prugna.
Mi prendo sottobraccio e mi porto a casa.

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