(questo post non ha titolo)

Passeggio.
Un filo d’aria sottile mi avvolge le spalle come un abbraccio. E non mi lascia.
– Nemmeno a casa –
Mi fermo davanti alla vetrina di un fioraio. Un uomo mi sorride. Un sorriso gentile.
Ha le braccia cariche di ranuncoli gialli e rose bianche. E nebbiolina, ché fa tanto allegria.
Gli sorrido, di rimando, e allargo lo sguardo. Intorno.
Un andirivieni incessante di milioni di gesti uguali ad altri gesti.
Questa quotidianità è atroce.
L’insofferenza affluisce e defluisce con prevedibile regolarità. Come le maree.
Il tempo oblitera la mia pelle. Ho acquistato la mia prima crema antirughe.
Passeggio.
Nella mente che si sfolla ad ogni passo.
Resta il giallo di quei ranuncoli.

6 commenti

  1. ca

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