(questo post non ha titolo)

Qualcuno che mi reclami all’ufficio oggetti smarriti.
Che con precise e costanti pennellate porti a termine – senza cedimenti – il ritratto della mia sostanza.
Che completi il puzzle che io vedo con l’ultima, trascurata, tessera.
Che non si appaghi della conoscenza. E scommetta sulle mie inadeguatezze.
Che non voglia spartirmi col mondo. Ma assorbirmi per fagocitosi.
Voglio essere nutrita, viziata, lenita. Accolta.

Oggi va così.
Cazzo. Sono ridicolmente svenevole.
Speriamo che domani passi.

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