(questo post non ha titolo)

L’esodo delle motivazioni a continuare.
L’acuta inquietudine per questa latente incomprensione.
Reiterata. Ancora, e ancora.
Perchè non viene ciò che non ha necessità di parlare?
Invisibilia.
Io so solo usare le parole e le parole sono capziose.
Làsciati cadere come sasso in un pozzo. Il pozzo che sono.
Prima che appassisca l’attesa delle mie mani aperte e remissive.
Come quando ero bambina e le facevo ballare leggere su una tastiera.
Questa intimità con me stessa mi mastica.

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