(questo post non ha titolo)

Forse è un bene che io sia stanca di affinare ogni giorno la lama del rigore.
In vista di una rara corrispondenza. Rotonda, generosa, da fare invidia.
Che mi convinca. E mi vinca.
In questo prolungato, lentissimo, rito di privazione.
Di sublimazione dell’appetito.
Meschina contabilità emotiva, dici?
Senza certezza, manco a dirlo, di potermi affidare.
Confidare per cosa mi commuovo.
Dove voglio andare. Perchè ci voglio andare.
Sfumare il passato, adattarsi a respirare. E vivere.
Inaspettatamente.

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