(questo post non ha titolo)

E’ possibile.
(credi. credi. credi)
Forse la saggezza si manifesterà muovendomi in una dimensione di inesperienza.
Forse il meglio di me uscirà in quel preciso momento.
Si spiega in me la vela dell’entusiasmo. Fragile quanto intenso.
Sorrido dietro le palpebre, aggiogando stereotipati comportamenti.
– Io sono quella che agisce –
Pregna di timore.
Pazza di inammissibile imprudenza.

Dicono che la mia
sia una poesia d’inappartenenza.
Ma s’era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi,
che il vuoto è il pieno ed il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.

E. Montale

10 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento