(questo post non ha titolo)

Ho così tanto spazio per il nuovo.
Un Nuovo denso, drastico, sovversivo.
Di quelli che archiviano il remoto e se non possono lo ottundono.
Sono un’immensa stanza vuota con i muri dipinti di fresco.
Per mesi, la parte preminente della mia giornata è stata l’attesa operosa dello stato di leggerezza.
E’ un lavoro che ha dato i suoi risultati. Basta controllo. Basta regole costrittive. Al macero le pruderìe.
Lo spettro delle emozioni si divarica, prepotente. Resta solo affidarsi.
La più grande libertà, in fondo, è quella di rimanere irrimediabilmente coinvolti.

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