(questo post non ha titolo)

[ looking back on ]

Dal mio disarmato omnibus.
Spargo becchime sul davanzale di uno sguardo inintellegibile.
Quando l’effabile deve tradursi in effato? Non conta. L’agìto, quello sì.
Ricordo le tue parole a ventaglio. Aperte/chiuse con scorrevole eleganza.
S’arriccia il pensiero del concluso, rovente pagliericcio.
Punge un granello di zucchero nel guscio delle palpebre.
In me converge una raggera di fili sensibili, avvoltolanti.
Disvelare l’orditura. Non posso, non voglio.
Tu beccuzza il becchime.
Altri dipaneranno la matassa.

 

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