(questo post non ha titolo)

Mi sento come quel campo di girasoli. Traboccante.
Illuminato di taglio da un sole ormai smorzante dietro le colline, a ovest.
E mi sento un po’ come quella stradina scabra che ci portava su, a Olimpia.
Sinuosa, lenta, accarezzata dai papaveri che si allungavano dal ciglio.
Mi sento come il profumo dei gerani cremisi e delle ortensie.
Come il bouquet di rosa ed albicocca del ruchè versato nei borgogna.
Estiva come il fresco cotone delle tovaglie. E come l’odore delle candele di citronella.
Gustosa, come la salsa di pomodori e peperoni. Come la scaloppa d’anatra e la purea di mele renette.
Fresca come il sorbetto allo zenzero e grani di pepe rosa.
Civettuola come uno sguardo che incalza -ho sete
Mi sento come un’aderenza inaspettata.
Un odore disorientante, due mani a cercarsi. Accoglienti.
Sono la chiave nella toppa.
Il tuorlo nell’uovo.
Così.

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