(questo post non ha titolo)

A pensarci bene avrei più cose da dire in questi giorni di quante ne abbia avute nell’ultimo semestre. E’ che non ho ne’ la voglia ne’ la pazienza di filtrarle e congetturarle in pensieri. Tantomeno cristallizzarle in perifrasi. A piccole dosi ruminerò l’accadente, forse.
Ché poi non è detto. Quando analizzo, sviscero, soppeso. Quando mi trovo a fare la contabile di me stessa e degli altri divento insostenibile.
Pertanto.
Parole che corrispondano alle cose. Dritte nel segno, ràpide alle voglie, lastricate di concrezza. Intelligibili.
Le rimanenti le tengo per me. Chiuse in orbite di seta, a godere di quel cielo di ragnatela.
Forse si schiuderanno dopo lenta e felice maturazione.
L’estate pare indulgente.

"…E’ breve l’istante con Te.
Se Tu fai stare bene solo scrivendo… quale condizione attraversa chi Ti potrà vivere? "

Vedremo.

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