(questo post non ha titolo)

Non riesco ad ancorare il pensiero.
Ciò che si ripercuote dentro me è quello che apprendo attraverso il corpo.
Qualcosa di sottile ed aguzzo pungola quella parte che s’era assopita nella coalescenza dell’intelletto.
Sono una immensa cassa di risonanza senza encefalo. Rido.
I parametri, stravolti. Mi riscopro ad accantonare il binomio capire/accettare a favore di quello sentire/reagire.
Mi risveglio innocente, per non aver pensato, dubitato, imputato.
La purezza di questo ascolto imprevisto spazza via la trappola del Se del Ma e del Forse.
Incantata dalla mia bocca vuota.
Non ho veramente nulla da aggiungere, va bene così.
Mi piace.

R E S E T

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