(questo post non ha titolo)

Arsura. Aridità. Afa.
Oggi i sostantivi non hanno valore, nemmeno affiancati ad un paio di aggettivi chiassosi.
Le voci dei manovali si raccolgono sulle travi, ripetendosi fino alla ridondanza.
La luce del sole, incanalata dall’aria rarefatta, riscalda perfino i doppivetri.
Ingigantisce la polvere in sospensione -macroscopico microscopio-
Sparsi sulla scrivania un coacervo di fogli, liste, matite, foto, analisi del sangue, biglietti aerei.
Meno di un pugno d’ore al trenta luglio. Una settimana alla mia partenza.
Mi mancano il gracidìo delle rane sotto la finestra ed il sapore esasperato della ‘nduja.
Stingo malinconìa. O forse è solo necessità di traslare un fastidio, un’irrequietudine.
L’infelicità è egoista, dicono. Deve traboccare quando c’è.
Non importa dove.

 

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