(questo post non ha titolo)

Me la sento premere addosso, questa quantità infinita di cose che si muovono. Di avvenimenti che accadono. Di vite brucanti vita. Di indirizzi esatti.
Preme e mi nega il respiro.
Il tempo che mi sta attorno, le settimane, quelle che devono venire, quelle passate.
A premere come un ariete sullo sterno.
Potrebbe salvarmi avere tre vite di ricambio. Vivere un po’ dentro ad ognuna, ad intermittenza. Scordarmi una pelle per indossarne un’altra. Sperimentare mille possibilità e mille imprevisti senza l’angoscia di questo one shot che ho a disposizione. Senza la larva dell’errore ad impastoiarmi.
Mi sento scoperta e chiusa in un recinto. Un giardino spelacchiato senza cancello.
Recipiente di me stessa. Senza bastare a me stessa.
Allocchita.

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