(questo post non ha titolo)

Regolarmente mi dimentico di come sia vertiginoso guardare oltre.
Perdita di aderenza, dilatazione di angoli e feritoie ingorde dentro cui scaraventarmi.

Qualcosa di definitivo, esiste?

La comodità di ammettere che annullerei l’esperienza.
Per scacciare l’indifferenza con cui accolgo l’arrivo insolente di ogni nuovo giorno.
Spendendo migliaia di respiri.
Aprendo come ali, immotivati sorrisi.

Sto solo cercando una soluzione alla necessità di non fare ciò che faccio.
Scrollandomi di dosso noiosissime chiose.

Il coraggio di assecondare un esiguo spiraglio d’aria -se c’è-
Lo trovo.

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