Archivio per ottobre 2006 | Pagina di archivio mensile

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Questo indugiare alla vita. L’unico vero atto di sperpero. Il senso di me è una vulnerabilità rossa contro il grigio di persiane chiuse. Quando una crepa si spalanca nel sé, ne rampicano fuori figure semisconosciute. E le protezioni che hai accumulato negli anni si dimostrano inutili. La vita dovrò tirarla fuori da polmoni poco avvezzi al respiro […]

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“Quando l’esaltazione si è spenta, io sono solo più ridotto a fare della filosofia spicciola: la filosofia della sopportazione (dimensione naturale delle vere fatiche). Subisco senza adattarmi, persevero senza abituarmi: sempre sconsolato, mai scoraggiato; sono un pupazzo Daruma, un misirizzi senza gambe a cui si danno continuamente dei buffetti, ma che alla fine si ritrova […]

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Quando non ci si conosce, ancora. E bisogna raccontarsi. Tratteggiare con pennellate consecutive -ed ogni volta precise- il quadro della sostanza. Verosimilmente. Senza cedimenti. Ché, la maggior parte delle volte, descriversi non è che una girandola di figure slavate che si muovono random, come lo svolazzamento di un insetto nell’aria. Mentre io. Io vorrei aprire […]

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Nell’intimità. Già. Però. Sono la contabile di me stessa.  Mi tengo per mano e non mi lascio andare. Dietro quella porta che apro di rado. Fuori dai margini di quegli sguardi aguzzi. Coraggiosa e folle. Basterebbe esserlo. Insegnami ad essere sconsiderata, quando arriverai. Una dose di delirio è essenziale. Vivere con talento. Debordando copiosamente. E’ una […]

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Tipo che esci il venerdì sera con le tue amiche e andate nel localino caruccio caruccio che hanno appena inaugurato. Vestite di tutto punto, truccate, smaltate. Tipo che a te questi intinera del fine settimana iniziano a sfinirti e lo fai presente. Ma non vieni ascoltata e ti aggreghi comunque. Ché non hai più la […]

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E’ interessante quale movimento si scelga quando si vacilla ormai sul bordo. Un viaggio lungo il soffitto. A perimetrare inflessibili pareti. La forza che manca per reggere il confronto. Il timore che non voglio percorrere con gli occhi. Di cui voglio lasciare sfocati i contorni. – cedono le intercapedini tra la ragione e i sensi? […]

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Andrei scritta tra virgolette. Consegnando un biglietto di entrata ed uno di uscita, alla cassa. Nidifico in estasi e paure con ritmo costante. Trasformo le parole in asole che ciascuno attraversa. In cerca del suo legame. Con cosa, poi. Mentre io vorrei solo dileguarmi nelle vedute. Cercare furiosamente il più piccolo errore per poi ammiccare nella […]

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Ho un sacchetto di castagne arrosto in mano. C’è il sole ed il Castello di Tagliolo è una meraviglia ricoperta di edera ormai rossastra. Sono seduta nel cortile interno, sotto il balconcino della stanza padronale e sbuccio le caldarroste osservando il ciottolato. Ho i polpastrelli neri di tostatura ma l’odore è così buono. Mi rassicura […]

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E poi frammentarsi, senza poterlo impedire. Mettersi a nudo e non riconoscersi. Urlare, piangere, e ridere in limitare dell’isteria. E promettere, rattopparsi, questuare il riscatto. Perchè ci si lacera sempre nello stesso punto. Si maledice l’attimo, si risorge. E poi ancora. Pensare che è giunto il momento di spingersi oltre la coerenza. Stupirsi del patetico entusiasmo […]

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Io non so più dire. Non so più dire nulla che mi dispieghi. Sono spaccata. Sono nel passato prossimo, sempre una manciata di attimi fa. Prima delle parole, dietro questa solitudine asciutta. Il mio dire è pernicioso. Denso di aggettivi, vuoto di predicati. Abbatto la sintassi, consumo i significati, raggiro interpretazioni. Io non mi so più dire. […]

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Incontrarsi. Conoscersi. Aprirsi. Essere troppo giovani per aver paura di andarsene. Restare. Restare. Restare. E stare bene al punto tale da decidere. Incoscientemente. Forse. Un figlio. Perchè le cose migliorano, a volte. Camminare per le vie del centro col passeggino. E incrociare me. Ed io, che vi osservo con sguardo intenerito, mi chiedo quanti anni potrà […]

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Una flâneuse lungo conchigliferi percorsi. Divorando i miei stessi riflessi ma lasciando intatte le circostanze. Le mani chiuse nelle mani. Severa, l’orografia dell’aspettativa. Un continuo andirivieni di uomini e donne legati dalla comune necessità di ritorsione. La solitudine ti apre a metà nella lunghezza, come un baccello. Senza perorazioni urlanti ed enfasi.* Minerale sobillazione.                                                                                                                      * […]

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Ho ancora l’ostinazione della pretesa che mi sostiene. O, verosimilmente, l’incapacità di appagarmi di riflesso.  Non è proprio il caso di ricordarmi come ci si muove nella liquefacente frenesia di uno scambio di sguardi. Come, nella condensazione di consonanze. Nello straripare dei contenuti. Percorrere binari paralleli, a debita distanza dall’odore dimenticato dell’assorbimento, per osmosi. Sono fastidiosamente contratta: come se […]

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Se la mia carta di credito avesse volontà e capacità di discernimento vorrebbe essere tranciata in due, lo so. Fine settimana di consolante shopping fuori porta. Torino. Era la giornata inaugurale dei mondiali di scherma. Centro brulicante, traffico insostenibile, negozi stipati di gente? Chissenefrega. Ci sono andata in treno, vestita come un’universitaria degli anni novanta. […]