(questo post non ha titolo)

Ho un sacchetto di castagne arrosto in mano. C’è il sole ed il Castello di Tagliolo è una meraviglia ricoperta di edera ormai rossastra. Sono seduta nel cortile interno, sotto il balconcino della stanza padronale e sbuccio le caldarroste osservando il ciottolato.
Ho i polpastrelli neri di tostatura ma l’odore è così buono. Mi rassicura l’idea dell’autunno.
Esiste da dieci secoli questo castello. Nelle sue cantine fermentano vini in strepitose barriques di rovere americano e quercia. Immense botti da cinquanta ettolitri.
Sbuccio caldarroste e mi guardo attorno. Effe ed il Conte sono al banchetto delle marmellate di mele cotogne e prugne ramasin. Io ho puntato un ciondolo di corniola esposto nella bancarella accanto a me.
Accartoccio il sacchetto, lo cestino e mi pulisco le mani. Mi avvicino, chiedo di poter vedere la corniola e la prendo. E’ del colore del miele di rododendro, rotonda, peserà quasi cinquanta grammi. Ed ha un cartellino, allegato. Leggo.
Poteri:  Protezione, pace, eloquenza, coraggio, energia sessuale. Le sue proprietà si amplificano esponendola alla luce rossa o al sole. Vitalizza i corpi fisici, le capacità emozionali e mentali.
Favorisce l’armonia con se stessi e nei rapporti con gli altri. Potenzia le vibrazioni positive, spingendoci a vedere il lato migliore della vita. Aiuta a trasformare le idee in azioni. Può essere valida nella ricerca di un impiego e far sì che siate sempre soddisfatti delle vostre azioni.
E’ la pietra più adatta per mettere a fuoco la situazione, venirne a capo e realizzare le proprie ambizioni
.
Sorrido pensando che, se leggessi i cartellini delle agate, degli occhi di tigre, dei turchesi e delle giade esposte, probabilmente mi renderei conto di avere bisogno di ognuna di loro.
La gentile signora che le vende mi dice che quella che ho tra le mani è la pietra per me. Lo sarebbe anche l’ametista. Forse di più, ammette. Mi dice che può procurarsene una, ovviamente di dimensioni inferiori, prima di Natale. E mi allunga il suo biglietto da visita.
Io intanto guardo la corniola. Mi piace. Mi piace anche il fatto che sia legata ad un cordino testa di moro, in fibra naturale, che esalta il suo colore mielato. La prendo e la indosso.
C’è ancora il sole che filtra dai merli delle mura esterne. L’unica verità adesso è questo tepore diffuso in cui sono sprofondata. E’ sciocco perdere l’occasione di fare pensieri audaci e fiduciosi. La maggior ribellione verso me stessa è concedermi questo sorriso aperto. Anteriore ad ogni giudizio personale.
Va bene, lo compro. Nessun sacchetto, grazie, lo tengo addosso.
Effe ed il Conte arrivano con due borsine. Marmellate, mostarde e cioccolato ai pistacchi. Vedono il mio ciondolo oversize ed approvano. Impegnativo, ma a te sta bene.
Ho voglia di un bicchiere di vino ed un fagottino di lardo, miele e castagne. Si va verso la cantina?

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