(questo post non ha titolo)

E’ interessante quale movimento si scelga quando si vacilla ormai sul bordo.
Un viaggio lungo il soffitto. A perimetrare inflessibili pareti.
La forza che manca per reggere il confronto.
Il timore che non voglio percorrere con gli occhi.
Di cui voglio lasciare sfocati i contorni.
– cedono le intercapedini tra la ragione e i sensi? –
Parlare con te mi è necessario e impossibile. Ma non lo sai.
Scorda a margine le spiegazioni, le decodifiche, gli omissis.
Ché sono rapidi e nervosi viatici ad un piano inclinato all’equivoco.
Férmati un passo prima, appena.
Sono quella che sono.
Una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.

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