(questo post non ha titolo)

Cosa conosci? Cosa vuoi veramente? A chi o a cosa sai essere fedele o sei stato infedele?
Nei confronti di chi o che cosa ti sei mostrato vile o coraggioso?
Sono queste le domande capitali. Lo spartiacque tra supponenza e conoscenza.
E ciascuno risponde come può, in modo sincero o mentendo; ma questo non ha molta importanza.
Ciò che ha valore è che, alla fine, ognuno risponde con tutta la propria Vita.
Mi leggerai disorientata. A riceverti è rimasto solo il mio attendere.
I libri ed i ricordi si accumulano, si abbarcano sempre di più. E ogni pagina contiene un pizzico di verità, e ogni ricordo mi insegna che è vano cercare di scoprire la natura dei rapporti umani. Perchè la conoscenza non aiuta ad essere saggi, no, ed io sbatto in ogni spigolo. 
Così lascio che tutto mi appartenga, ma con contorni smussati, docili.
Scendo a patti di rado. Estrometto con facilità. Alla fine si salveranno poche parole, dirùte. Un’increspatura di superficie, ma basterà.
E tu mi leggerai disorientata. Ma avrai l’accesso ad una confidenza muta, sostanziale. E basterà.

 

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