(questo post non ha titolo)

…Ché poi, alla fine, sembra che io sia autosufficiente come un organismo unicellulare autotrofo. E soddisfatta.
Il mio ìndice è teso a mostrare ben altro. Lo vedi?
Le parole sono corde tese al buio e ci si inciampa, sovente. Vai oltre questa bava di vita.
Ciò che voglio, lo vedi? Un sorriso che mi arrivi come il ponente, che si schiacci sulla carne e si disfi tra le dita.
Qualcuno che mi parli francamente e mi permetta, magari, di imparare oggi, senza danni, qualcosa che imparerò solo domani con molte ferite.
Che mi pungoli, con un occhio esterno, a darmi quella nuova consapevolezza del mio limite del momento che, per qualcuno che ha a che fare solo con se stesso come me, non è sempre immediata ne’ scontata. Vedi cosa mostra il mio ìndice?
Solo per gli sciocchi non esistono mai parole di qualità per bocca di nessuno. Solo fatti propri, comprovati dall’essersi spaccata la testa proprio contro quel muro che li aspettava al varco.
Il mio desiderio si rovescia nei tuoi occhi; saprei ascoltarli, se parlassero. Se esistessero, e tu con loro.
Non sono sciocca.
E mentre, perseverante, cerco tracce e lascio tracce, arroto il desiderio di avvento. Sotto la lingua.

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