(questo post non ha titolo)

Un cuscino pieno di discorsi e un bicchiere di porto rosso che si scalda, tra le mani.
Mi accuccio all’ombra dei miei turbamenti. Perchè?
Perchè staziono alla base dei miei pensieri e non riesco a disarticolarmi.
Scompormi in un goffo tentativo di corruzione.
L’architettura umana che sono non lascia palpiti, non fa sbattere forte le palpebre.
Sei snob – Ma sotto quella corazza cosa c’è? – Tu non sei come sembri – Brutta stronza
La tagliola della certezza e del giudizio è sempre ad un palmo dal naso.
E mentre il porto rosso si impasta ai pensieri e li storpia, opportunamente, io.
Io tampono la falla di fragilità che si è aperta, l’ennesima, e mi nego ad un ampio respiro.
Frantumando in gola ogni appello.

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