(questo post non ha titolo)

Sole. Temperatura di pochi gradi sopra lo zero. Me ne vado al mare, tre quarti d’ora di macchina e son lì.
Da sola, sì. Ché mi serve fare qualcosa unicamente per me. L’incapacità di godere di qualunque contenuto anche senza condividerlo dovrebbe essere proibita per legge.
Ho fatto il pieno di scambi crudi e sonoramente molesti, questo fine settimana. Un pieno che mi concede, ogni volta, di abbassare la serranda senza pensarci più di un paio di volte. 
Oggi voglio passare un pomeriggio in uno stato di sospensione fra il non essere e l’essere me. Seduta sulla mia panchina preferita, semidivelta, a ridosso del molo. A rimettere in tasca il tutto e il nulla o lasciarli dove sono, nel non-luogo della mia mente e di chi si avvicinasse. O si avvicinerà.
Restìa nello scegliere tra un accento acuto ed uno grave, sull’anima. Scelgo la via del mare.

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