Archivio per 2006 | Pagina di archivio annuale

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Ne ho, di difetti. E non faccio nulla per negarli o minimizzarli. Spesso sono la prima cosa che presento sul piatto, in bellavista: mi raccontano meglio di quanto possano fare pochi, sparuti pregi. L’eccessiva prontezza a mostrarli mi crea evidenti problemi di relazione, già, ma considero pornografia spicciola spacciarsi per quel che non si è, neppure […]

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Il cielo del mio tatto non copre nessuna terra. Assenza. Assenza. Assenza. Ovunque tocco. Armata di raziocinio sulla lingua porto una risposta sigillata. Una crepa si apre sul fondo dell’anima mentre in superficie galleggiano promesse che vengono meno come la spuma sulla battigia.

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Non so mai quali anfratti sono in obbligo di nascondere. Non mi so dosare. Finisco col lasciare enormi buchi vuoti da riempire a piacimento. Ci sono cose che si sanno senza ascoltare e parole che tirano sassi ai vetri. Sono egoista? Voglio qualcuno che parli le mie parole con me. E non si fermi. Con […]

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Cosa conosci? Cosa vuoi veramente? A chi o a cosa sai essere fedele o sei stato infedele? Nei confronti di chi o che cosa ti sei mostrato vile o coraggioso? Sono queste le domande capitali. Lo spartiacque tra supponenza e conoscenza. E ciascuno risponde come può, in modo sincero o mentendo; ma questo non ha […]

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Sotto raffiche violente di parole, finisco assiderata ai bordi del percettibile. La nebbia si è conquistata le vie del centro, densa. Un labirinto bianco e brulicante. Per una manciata di secondi di fila mi godo simultaneamente due dei piaceri cruciali e antitetici della vita: omogeneizzarmi ed isolarmi. Unico motivo trascendente me, un carillon. In resina e legno, […]

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In questi giorni di febbrile pellegrinaggio dalla dentista, dal gastroenterologo, dall’analista, dalla ginecologa, io, davvero, c’ho poco da dire che esuli il mio stato fisico. Acciaccato ma pertinace, come me. E, dal momento che l’argomento è uggioso come un pomeriggio novembrino, voilà. Oggi c’è che vi lascio la parola. E forse anche domani. Avete carta bianca, […]

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Marcio spedita. Davanti ho due ragazzi che ciondolano, appiccicati. Camminano fianco a fianco, tenendosi una mano infilata nella tasca posteriore dei jeans attillati. E non si lasciano andare. Ridono. Poi si guardano e si mangiano con gli occhi. Io ho il referto dell’ecografia nella borsa e le mani fredde. Hanno già agghindato la città per il […]

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Nonostante la mia saggezza vile ed orgogliosa non ho messo via nulla per me. Nulla che valga la pena trattenere. Che scomodi l’anima. Tu sei istintiva. Solo che non galoppi. E dovresti. Dovresti provare a scovare il tuo "selvatico". Senza aspettare che ti metta gli occhi addosso. Ma io non sono così. Non dipendo da […]

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Non sono ancora pronta a svegliarmi. Poseidonicamente adagiata nei miei fondali. La verità si trova in strani posti ma, solitamente, le spiegazioni più plausibili sono le bugìe. Umili demarcazioni territoriali, ghiacciai spalla a spalla. Il profumo di rosmarino, porcini e patate satura le narici. La zuppa sarà una delizia. Voglio l’inconoscibilità e l’intimità di un […]

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Gli anni si dispiegano nitidi in singole immagini, singole parole. Stagliate alla luce, a lasciare dietro attimi come souvenir del tempo. Ciò che m’ha sempre sorretta. Le cose non dette, quelle accantonate. Come se a sostenermi ci fosse la rivalsa sul momento. I miei allungamenti ed i miei scorci emotivi. I paradossi, i perni, gli smarrimenti, le indecenze. […]

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Questo indugiare alla vita. L’unico vero atto di sperpero. Il senso di me è una vulnerabilità rossa contro il grigio di persiane chiuse. Quando una crepa si spalanca nel sé, ne rampicano fuori figure semisconosciute. E le protezioni che hai accumulato negli anni si dimostrano inutili. La vita dovrò tirarla fuori da polmoni poco avvezzi al respiro […]

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“Quando l’esaltazione si è spenta, io sono solo più ridotto a fare della filosofia spicciola: la filosofia della sopportazione (dimensione naturale delle vere fatiche). Subisco senza adattarmi, persevero senza abituarmi: sempre sconsolato, mai scoraggiato; sono un pupazzo Daruma, un misirizzi senza gambe a cui si danno continuamente dei buffetti, ma che alla fine si ritrova […]

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Quando non ci si conosce, ancora. E bisogna raccontarsi. Tratteggiare con pennellate consecutive -ed ogni volta precise- il quadro della sostanza. Verosimilmente. Senza cedimenti. Ché, la maggior parte delle volte, descriversi non è che una girandola di figure slavate che si muovono random, come lo svolazzamento di un insetto nell’aria. Mentre io. Io vorrei aprire […]

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Nell’intimità. Già. Però. Sono la contabile di me stessa.  Mi tengo per mano e non mi lascio andare. Dietro quella porta che apro di rado. Fuori dai margini di quegli sguardi aguzzi. Coraggiosa e folle. Basterebbe esserlo. Insegnami ad essere sconsiderata, quando arriverai. Una dose di delirio è essenziale. Vivere con talento. Debordando copiosamente. E’ una […]

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Tipo che esci il venerdì sera con le tue amiche e andate nel localino caruccio caruccio che hanno appena inaugurato. Vestite di tutto punto, truccate, smaltate. Tipo che a te questi intinera del fine settimana iniziano a sfinirti e lo fai presente. Ma non vieni ascoltata e ti aggreghi comunque. Ché non hai più la […]

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E’ interessante quale movimento si scelga quando si vacilla ormai sul bordo. Un viaggio lungo il soffitto. A perimetrare inflessibili pareti. La forza che manca per reggere il confronto. Il timore che non voglio percorrere con gli occhi. Di cui voglio lasciare sfocati i contorni. – cedono le intercapedini tra la ragione e i sensi? […]

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Andrei scritta tra virgolette. Consegnando un biglietto di entrata ed uno di uscita, alla cassa. Nidifico in estasi e paure con ritmo costante. Trasformo le parole in asole che ciascuno attraversa. In cerca del suo legame. Con cosa, poi. Mentre io vorrei solo dileguarmi nelle vedute. Cercare furiosamente il più piccolo errore per poi ammiccare nella […]

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Ho un sacchetto di castagne arrosto in mano. C’è il sole ed il Castello di Tagliolo è una meraviglia ricoperta di edera ormai rossastra. Sono seduta nel cortile interno, sotto il balconcino della stanza padronale e sbuccio le caldarroste osservando il ciottolato. Ho i polpastrelli neri di tostatura ma l’odore è così buono. Mi rassicura […]

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E poi frammentarsi, senza poterlo impedire. Mettersi a nudo e non riconoscersi. Urlare, piangere, e ridere in limitare dell’isteria. E promettere, rattopparsi, questuare il riscatto. Perchè ci si lacera sempre nello stesso punto. Si maledice l’attimo, si risorge. E poi ancora. Pensare che è giunto il momento di spingersi oltre la coerenza. Stupirsi del patetico entusiasmo […]

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Io non so più dire. Non so più dire nulla che mi dispieghi. Sono spaccata. Sono nel passato prossimo, sempre una manciata di attimi fa. Prima delle parole, dietro questa solitudine asciutta. Il mio dire è pernicioso. Denso di aggettivi, vuoto di predicati. Abbatto la sintassi, consumo i significati, raggiro interpretazioni. Io non mi so più dire. […]