(questo post non ha titolo)

I saldi sono un toccasana per l’umore, lo spirito ed il corpo. Mentre ieri c’era chi impazziva di vita al pc io ero a Torino a fare incetta di inutilità essenziali al mio guardaroba e alla divisione accessori.
Un pomeriggio a cinguettare beata con Effe tra una vetrina e l’altra, sbattendo le palpebre commossa ad ogni proposta conveniente. mi può capire quando sostiene che le donne hanno un personalissimo e rigorosissimo vocabolario per il frangente shopping: delizioso! incantevole! irresisitibile! 
La realtà -diciamolo- è che dietro questo delicato ciangottìo femminile si cela una brama irreprimibile. Dentro, all’altezza dello stomaco, sentiamo una morsa, un appetito ingordo, una vera pulsione all’acquisto. Niente, in questo status di frenesìa, ha il potere di distrarci o farci desistere: gli stivali con tacco dieci su cui zompettiamo disinvoltamente sul porfido del centro storico, un accompagnatore di sesso maschile che sbuffa spazientito, una ressa sterminata nel negozio che liquida l’oggetto del desiderio. 
La donna in missione-acquisto è un panzer che non desiste fino al conseguimento dell’obiettivo.
Obiettivo che ho raggiunto anche io verso le diciannove di ieri, avevate dubbi?
Due adorabili completini intimi che sfoggerò entro l’anno solare -credetemi sulla fiducia-, tre set coordinati sciarpa/berrettodilanaconponpondilapin che fa tanto moda, un paio di stivali irresistibili ed un’incantevole borsettina con portafoglio abbinato a completare il collasso del budget a disposizione.
Credo di essere rinsavita ed avere ripreso il controllo del mio proverbiale aplomb solo una volta salita sul treno delle ventuno:venti che da Torino portava a Genova.
Io, Effe ed i rispettivi compagni di viaggio sistemati nei sedili di fronte.

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  1. pi3

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