(questo post non ha titolo)

Sono nervosa, attenta, vigile. Dormo poco, leggo molto e mi dolgono le congiuntive.
Mi volto di tanto in tanto in preda ad una sensazione strana, come se solo un attimo prima qualcuno avesse fatto schioccare una frusta ed ogni suppellettile fosse scattato al proprio posto, rimanendo lì impietrita e trepidante. E questo ronzìo costante nella testa, un alveare di pensieri e diffidenze.
Ha ragione Nero: perfino la mia naturale cautela ed i miei dinieghi sono un escamotage per trattenere le redini delle relazioni nelle mie mani e gestirne, così, il destino. Diversamente, ho la convinzione che verrei masticata, sminuzzata, inghiottita e rigurgitata dalle circostanze.
Se mi reclamo trovo solo indizi: il lontano mi è più vicino del luogo che mi contiene.

19 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento