(questo post non ha titolo)

In pochi lo sanno perchè a pochi lo dico. Ma qualche notte mi sveglio e mi alzo e mi avvicino alla portafinestra che s’affaccia sul campo di atletica e quelli di erba medica. Appoggio i palmi al vetro liscio e freddo come il pensiero che mai riuscirò a toccare una realtà più reale di quella che mi sembra di vivere.
E resto lì, per un tempo indefinito. A volte fino all’antelucano passaggio del pullman che porta gli operai del primo turno in qualche fabbrica della zona.
Sarebbe diverso se non mi ricordassi quel profumo. L’unica scelta che ho fatto è stata quella di non aspettarlo con le mani in tasca ma sgambettando freneticamente con occhio sgranato.
Arriverà a pungermi le narici con la sua densità quando questo pensiero non mi assedierà più, lo so. Ho impegni, gratificanti piaceri, gesti rituali, qualche obbligo cui sottostare. Sono solo goffi riempimenti di spazio fra un indugio e l’altro? Anche se fosse, basta a non farmi incagliare nel sospetto che sia solo un fallace palliativo.
Intanto, nella sezione gratificanti piaceri questo fine settimana mi aspetta Cioccola.
Se amate la carezzevole traiettoria che compie il cioccolato dal palato al cuore, andateci.

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