(questo post non ha titolo)

Sono le dieciequalcosa ed il rumore degli altri sparsi come miglio, tutto intorno, mi preme sulle tempie.
Ha nevicato ieri. A venticinque chilometri in linea d’aria, sulle colline. Bastava mirare con più precisione ed avrebbe opportunamente silenziato anche qui. Inghiottito passi, smorzato voci.
Ho bisogno di fare scorta di tutto ma le mie mani sono trasparenti. Non sanno afferrare, trattenere, carezzare.
Parlo, dimentico per finta, abbozzo. Tracanno novalgina come fosse barbera -che schifo di inizio primavera-
Il vero punto dolente è quello che non ho voglia di aggiungere perchè, aggiungessi altro, rischierei di piangere con le lacrime anche gli occhi e perdermeli per le scale, uscendo da questa stanza e andando dove càpita, purchè non qui. Oggi lo sfogo resta nell’intercapedine.

13 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento