(questo post non ha titolo)

Non mi bastano il robusto arco del sostantivo e la freccia mobile e curiosa del verbo.
Io amo gli aggettivi e gli avverbi. Spalancano le palpebre e mettono a fuoco, a garanzia dell’individualità. Ed io possiedo da sempre il discutibile vizio di voler qualificare tutto, indugiando sulle sfumature –è il medesimo discorso delle pennellate di cui sotto
Il vuoto è aspettativa di pienezza ed io tento di sostanziarlo, quel vuoto, con ridicola perizia.
Diversamente la scrittura non sarebbe altro che una barbosa routine di cui si potrebbe fare a meno a tutela di se stessi e, soprattutto, degli altri.
Perchè lo puntualizzo? E’ una risposta, questa mia. Per gli occhi di chi vive in una solitudine intellettuale profonda e difficilmente risolvibile. A chi di voi non interessa basta voltar pagina o leggere un altro post.

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