(questo post non ha titolo)

[Happy Easter, fake lamb]

Mi guardi, mi riguardi. Ti piaccio, eccome se ti piaccio. Se non fosse per quella punta di maligna invidia potresti quasi spacciarti per una Maddalena redenta.
Di quelle come te avverto l’olezzo trasportato dalla brezza primaverile. Sai, come quando, durante una scampagnata, una zaffata di letame inonda l’abitacolo e tu ti barrichi dentro. Su i finestrini!
Tu reciti la parte dell’agnello indifeso in odor di Pasqua ma che ti sia chiara una cosa: della tua stupidità sto facendone il mio balocco [chi lo diceva? Ah, sì, Gustavo]
Sii cortese: smamma. Nulla trasformerà il mio fastidio in fatalismo. E siccome so essere anche cattivissima nella mia intolleranza ti regalo una piccola considerazione, agnellina –se riesci a capire quel che ti sto dicendo siamo fortunate entrambe- 
Quando non possiedi un’autonoma personalità nelle transaminasi non è mimetizzandoti sulla pelle altrui che ne acquisirai una. Ti concedo un po’ di doveroso tempo per elaborare, comprendere e fartene una ragione.
Poi passerò ai calci in culo, come fanno le distinte damigelle stizzite.

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