(questo post non ha titolo)

Io non sono questa ne’ quella che vedete, riflessa.
L’ansia mi deforma in qualcosa di intermedio: un pilastro fragile del ponte che va da me all’Altra.
Mi verrebbe quasi da chiedere scusa.

Le parole

Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Segrete vengono, piene di memoria.
Insicure navigano:
barche o baci,
agitano le acque.

Abbandonate, innocenti,
leggere.
Tessute sono di luce
e sono la notte.
E persino pallide
ricordano ancora verdi paradisi.

Chi le ascolta? Chi
le raccoglie, così,
crudeli, disfatte,
nei loro gusci puri?

| Eugénio De Andrade |

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  1. gh7

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