(questo post non ha titolo)

Era da troppo che le mie giornate non mi ricompensavano con la stanchezza fisica.
Ultimamente riesco a gestire il tempo in modo da ritrovarmi esausta verso sera.
A occhi chiusi sospiro, riconoscente. A cercare con maggiore convinzione, nella stanchezza c’è uno spazio inestimabile da trovare: quello del sonno.
Non più quell’allarmata assenza di fatica. Non più quel punto vuoto e sveglio, non più quella terribile indipendenza e la mostruosa e semplice facilità di non dormire.
Mi mangio le preoccupazioni con un’alzata di spalle, penso alla partenza tra poche settimane, all’appuntamento col terzo tatuaggio, sabato. Qualche rendez-vous minimamente ponderato, un po’ di ore di palestra e lettura e chiacchiere al confine con la comunicazione.
Il mio temperamento accidioso è la tentazione peggiore cui resistere.

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