(questo post non ha titolo)

E’ una di quelle mattine che sembrano sospese nell’aria e che maggiormente ricalcano l’idea che ho del tempo.
La finestra della veranda è aperta, ma l’aria fresca si è condensata all’esterno e non sembra voler entrare, come se qualsiasi intrusione costituisse una frattura d’armonìa.
Non è questo il momento per chiedere qualcosa, per spezzare gli ormeggi della quiete -sebbene io abbia un’impellente richiesta imbozzata in gola-
E’ una mattina che m’assedia con la sua indulgenza e che tutto ridimensiona.
Ipotesi sentimentali, fisionomie fatue, bugìe sbilenche, la tirannìa dell’insoddisfazione, la peonia che langue.
Riempiranno di nuovo stanze e cassetti e pertugi, c’è da scommetterci.
Ma non questa mattina e, magari, neanche domani.

15 commenti

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento