(questo post non ha titolo)

Questo potrebbe essere un post prolisso o chiudersi qui, adesso.
Scrivo preterintenzionalmente, oggi va così.
Il punto è che alcune preziose intuizioni si affacciano alla coscienza, ma la coscienza le elude o se ne dimentica, poco dopo. Così ho deciso di gettare le reti ed aspettare, paziente.
Avrei voglia di un post con precisi ingredienti: coincidenze, flirt, smania, mani, aspettative.
Se nessuno dei miei contatti me lo prepara in fretta credo che me lo scriverò da sola, mettendo in quadro quegli embrioni di idee che si ostinano a slittare sui binari del mio nastro di Moebius. Imprendibili.
Abbandonarle al loro trasparente destino, invece di scriverne, può essere sottilmente eccitante: ti dà quella specie di vertigine del dissipatore, quell’intima soddisfazione legata allo sperpero.
Perse piuttosto che condivise -esistono mali peggiori-
C’è però il rischio che io rimanga beatamente distratta e mi muoia tutto in un lampo, come le piante, mentre il tempo si gonfia, si espande e curva lungo una traiettoria dalle suggestioni moleste.
Il flacone di solvente per smalto occhieggia a lato della tastiera. Dovrei dedicare questa pausa a un’accurata manicure, innaffiare la peonia che langue ma resiste, decidere cosa indossare stasera, spazzolare il gatto.
Sto distraendomi e non va bene. Non va bene nemmeno scrivere un post infinito, senza capo ne’ coda, preterintenzionalmente inutile, abbiate pazienza.
Isso le reti e chiudo qui.

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