(questo post non ha titolo)

Ristabilire un contatto col mondo è traumatico quando devi arrabattarti tra scartoffie, scadenze, spinose telefonate all’assicurazione e l’appuntamento dalla dentista.
Ma sono riuscita a trattenere un pensiero a dondolo, delicato, per tutto il tempo della seduta. Mentre il trapano polverizzava una vecchia otturazione e gli schizzi di saliva bagnavano la mascherina di plexiglass della dottoressa.
Ho trattenuto quel pensiero e scongiurato, non so per quanto ancora, di spingermi in un approfondimento a spirale. Ché poi mi faccio prendere dall’abitudine all’analisi e mi perdo per strada queste suggestioni irrispettose e calde.
Per come vanno adesso le cose, posso solo prepararmi sensualmente al loro ritorno, al loro ripetersi. Trattenendo quel che può essere trattenuto, eludendo spiegazioni e appendici -mi sto trasformando in confettura emozionale-
Per il soffio dell’abbandono c’è tempo.

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