(questo post non ha titolo)

E poi ti soprende la consapevolezza che, alla fine, ricerchi solo il piacere di recuperare un sapore.
Di recuperare qualcosa il cui ricordo ha lasciato dentro di te le tracce per ritrovarla, nel tempo.
I raggi obliqui del sole sullo specchio piatto del mare. I marinai dalla pelle asciutta che attraccano i gozzi. Qualcuno che ti versa il vino, tu che prendi in considerazione l’offerta di uno spiraglio.
La lusinga di uno sguardo in luogo delle parole. Procedere a braccio sull’orlo di una risata che si perde, lontana, inseguita dalla sua eco.
E’ soprendente la naturalezza con cui un sapore recuperato ti consenta di riguadagnare la rotta.
Senza vele, senza stelle, senza bussola o timone.
Appesa all’imbarazzo di un sì, ancòra torno a casa dove m’accoglie questo spettacolo.

 


[ la foto è mia ]

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