(questo post non ha titolo)

Vado e vengo dallo schermo, senza troppa convinzione.
L’arsura quasi mi risucchia e la sete arde in gola.
Impilo pensieri uno sull’altro come fossero fascicoli pubblicitari e bollette.
Quelli troppo seri li riciclerò più avanti, quando l’umore in picchiata me lo consentirà.
Adesso mi servono pensieri scalzi ché mi sento una spiaggia sassosa e asciutta.
Non capisci? Non importa.
E’ qualcosa che prima non c’era, ma è come se ci fosse sempre stato, sopito, in agguato.
Eppure, non mi turba affatto.

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