(questo post non ha titolo)

Insomma, Libra mi vuole parlare con una smania direttamente proporzionale al mio desiderio di sfuggirle, sia telefonicamente che fisicamente.
A Libra non frega un accidenti che io non voglia ascoltarla perchè ciò che conta è che lei vuole parlare con me. Il fatto che io non risponda ad sms e telefonate credo lo consideri un mero ostacolo verso la meta: prima o poi lei parlerà con me, con o senza la mia complicità.
Io, dal canto mio, mi nego il pensiero di cosa dirle, figuriamoci del come dirglielo.
La sostanza nuda e cruda è che ormai la considero nulla più che una polverosa conoscente -e dire ad una persona che ti è totalmente indifferente sapere se si sveglia ogni mattina o no è un’impresa che difficilmente riesce a sfiorare l’eleganza-
Esiste anche un altro motivo, un motivo residuale ma determinante, al mio silenzio minerale.
Mi piace e mi gratifica l’idea di me incapace di comprensione, compassione e solidarietà ad oltranza. Mi diverte pensarmi precipitata nella più ingiusta e rancorosa delle arbitrarietà.
Sono giunta indenne all’indifferenza. Ho assistito impassibile ad una processione di messaggi oligofrenici sparsi al vento come miglio, inutili ed inconsapevoli d’esserlo.
Libra demorderà, io tirerò il fiato -libera dalla tentazione di farle scontare il prezzo esatto della sua demenza- e mi beerò della mia infinita bontà. Buona, certo. Se fossi cattiva risponderei al telefono.
Invece ho solo voglia di sedermi sul cotto della veranda, coprirmi le spalle con uno scialle e bermi una birra belga a colla mentre Sushi mastica i fiori appetitosi della lavanda.

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