(questo post non ha titolo)

Questa domenica è un grumo poroso difficile da inghiottire ed io non ho salivazione.
Il frinire di grilli e cicale sembra originarsi direttamente nella coclea, rendendo impossibile dedicarsi a qualunque occupazione.
Resta il richiamo d’una prospettiva, tanto lontana quanto potente.
C’è la vita che spero, annidata, rannicchiata negli occhi di qualcuno.
Nell’attimo sùbito/subìto dopo aver fatto l’amore, in ciò a cui si ubbidisce senza aver bisogno di motivazioni.
Rintronata da questo estivo cantare posso solo supporre il momento in cui si creerà una crepa.
Quello in cui mi fletterò a domande puntuali e arriverò -incredibilmente- in ritardo con le mie risposte.

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