(questo post non ha titolo)

Mi sembrava che mi bastasse. E invece no.
Non mi basta più sapere cosa so fare, quali siano i miei limiti e di fronte a quali decido di desistere.
Non mi basta sapere di aver ricevuto un’educazione che compensa la maleducazione d’altri e non mi bastano gli alberi frondosi di luglio lungo il viale che m’accompagna a casa.
Non mi basta vedere il grano che imbiondisce placidamente sotto il sole, la commessa gentile del negozio per animali. Non mi basta più nemmeno l’spf 40, merda.
Non mi basta più essere la boa di me stessa, girarmi intorno per ripartire verso qualunque direzione.
Per poi tornare.
Non mi basta più avere desideri modesti e sentirmi malinconica come una panchina coperta di foglie.
Non mi basta il senso del dovere ad arginare il senso di colpa. E non mi basta questa lucidità.
Non mi basta soffermarmi su ogni parola, esaurirne il significato, ripeterla mentalmente fino a consumarla, svuotarla e trasformarla in involucro semiotico.
L’idea del suo volto è nitida oggi, sembra disegnata a matita fine, ma non mi basta.
E non mi basta nemmeno più un solo arcobaleno. Ma a questo il cielo ha rimediato.


[la foto è mia]

30 commenti

  1. zud

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