(questo post non ha titolo)

Credo esistano cose peggiori di un appuntamento dal dentista il lunedì mattina.
Ma io non le conosco.
Aspetto il mio turno -in rigoroso ritardo- accanto ad un anziano rantolante. Provo a leggere qualche pagina d’un libro nelle pause tra i suoi fastidiosi colpi di tosse.
Avevo moneta per pagare solo un’ora e venti di parcheggio, speriamo bene. Ora, sperare a buon fine non è il mio forte, infatti ho sperato che la dentista non mi dicesse ciò che invece m’ha detto. Il granuloma apicale non è remissibile ergo bye bye dente.
La guardo e la supplico di rimandare tutto a settembre, devo avere il tempo per elaborare l’idea del lutto.
Mi risponde che si può fare, tiro il fiato. Torno al parcheggio e trovo una simpatica ausiliaria del traffico urbano piazzata davanti alla targa posteriore della mia macchina. Le scaglio un’occhiataccia e sibilo il parcheggio è scaduto da sei minuti. Eh, però è scaduto. Mai quanto la mia pazienza. Esiste una ragionevole tolleranza prima che scatti la notifica dell’infrazione. Ha voglia di discuterne? No, non ne ha. Del resto è lunedì mattina. Salgo in macchina, mi immetto nel traffico babelico del lunedì, rischio di farmi scartavetrare la fiancata da un’Audi del ’90 guidata da un ometto pelato la cui fronte è perfettamente allineata al cruscotto e mi sento mandare a quel paese in un melodioso siracusano. Esplodo in un liberatorio vaffanculo idiota! a finestrini abbassati, passo col giallo e saetto nel controviale, piccata. 
Credo che esistano cose peggiori di un appuntamento dal dentista il lunedì mattina.
Resta che io non le conosca.

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